Il progetto coinvolge dirigenti scolastici, docenti e personale ATA, con particolare attenzione agli istituti secondari di secondo grado. La formazione prevede una prima fase comune e una seconda personalizzata in base al profilo professionale e all'esperienza delle scuole. Sono già disponibili tre moduli da 20 ore dedicati a benessere digitale, connessioni consapevoli e cittadinanza digitale; da settembre saranno affrontati anche cyberbullismo, cybersecurity, uso consapevole dell'intelligenza artificiale, identità digitale, dipendenza da smartphone, isolamento sociale e sovraccarico cognitivo.
L’azione di intervento si inserisce nel quadro della normativa nazionale, in sintonia con le Linee guida per l’Educazione civica e le Indicazioni nazionali, con l’obiettivo di rafforzare il ruolo della scuola nella prevenzione e nel contrasto di discriminazioni e stereotipi di genere e di fornire strumenti concreti per accompagnare studenti e studentesse verso un utilizzo critico, sicuro e responsabile delle tecnologie. Al centro vi è la promozione di relazioni basate sull’empatia e sulla dignità della persona, in linea con i principi costituzionali.
L’intervento ministeriale ha carattere triennale e si basa su un approccio sistemico, volto a superare interventi frammentari e a promuovere un cambiamento culturale, trasformando la scuola in un laboratorio permanente di cittadinanza. In questa prospettiva, l’azione di accompagnamento coinvolge non solo la formazione ma anche attività e suggerimenti per ripensare la didattica, l’organizzazione, le relazioni interne, i rapporti con il territorio e le famiglie.
Il tema dell'uso dei social è al centro del dibattito anche tra gli stessi studenti. Le Consulte provinciali del Veneto, che rappresentano circa 700 mila ragazzi, hanno infatti approvato all'unanimità una proposta per vietare l'accesso ai social network ai minori di 14 anni, affiancando al divieto un percorso obbligatorio di educazione digitale fin dalla scuola primaria. La proposta prevede inoltre sistemi di verifica dell'età tramite Carta d'Identità Elettronica e nasce dalla convinzione, espressa dagli stessi rappresentanti degli studenti, che la tecnologia debba rimanere uno strumento e non diventare il fulcro della vita sociale dei più giovani.
A livello regionale, sono due i progetti di legge statali in materia al vaglio del Consiglio regionale: il PDLS n. 6 e il PDLS 8.