Le fonti dati (2024, 2025) sono autorevoli e concordi: Fondazione Zanetti Ets, Osservatorio indifesa di Terre Des Hommes, community Scomodo, Ruben Razzante (Università Cattolica), Changes Unipol e Kkienn Connecting People and Companies.
I numeri parlano chiaro: la diffusione dei rischi online evidenzia l’urgenza di un intervento integrato. La condivisione non consensuale di immagini, il revenge porn e il cyberbullismo, insieme agli episodi di violenza subiti sia a scuola che in famiglia, richiedono l’adozione di misure concrete per proteggere il benessere dei giovani.
Solo attraverso un’azione coordinata tra istituzioni, famiglie e operatori del settore digitale sarà possibile trasformare la rete in uno strumento di crescita e sicurezza, prevenendo conseguenze a lungo termine come ansia, depressione e isolamento.