PAR CONDICIO

Si avvisa che - a seguito dell’avvenuta pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale (n. 180 del 18 luglio 2020) del  Decreto del Presidente della Repubblica del 17 luglio 2020 “Indizione del referendum popolare confermativo relativo all'approvazione del testo della legge costituzionale recante «modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari», approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 240 del 12 ottobre 2019” - è iniziato il periodo di applicazione della normativa in materia di “par condicio” elettorale dettata dalla legge 22 febbraio 2000, n. 28 “Disposizioni per la parità di accesso ai mezzi di informazione durante le campagne elettorali e referendarie e per la comunicazione politica”.

Il periodo di par condicio terminerà al completamento delle operazioni di voto, che avranno luogo nelle giornate del 20 e 21 settembre 2020.

In considerazione della linea interpretativa adottata dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) [in proposito, si vedano le delibere nn. 160/19/CONS del 15 maggio 2019 e 310/19/CONS del 9 luglio 2019], si precisa che le disposizioni della citata legge n. 28 del 2000 sono da considerarsi già applicabili in riferimento a tutte le seguenti consultazioni

-  referendum costituzionale confermativo

-  elezione suppletiva nel collegio uninominale  09 della Regione Veneto del Senato della Repubblica

 - elezioni del Presidente della Giunta regionale e del Consiglio regionale del Veneto

-  elezione diretta dei Sindaci e dei Consigli comunali, nonché dei Consigli circoscrizionali

per le quali sono state fissate le stesse date di votazione del 20 e 21 settembre 2020.

L’attività di comunicazione politica e istituzionale durante la campagna referendaria è soggetta alle disposizioni dettate dalle seguenti fonti normative:

- legge 22 febbraio 2000, n. 28 “Disposizioni per la parità di accesso ai mezzi di informazione durante le campagne elettorali e referendarie e per la comunicazione politica”,

- decreto 8 aprile 2004 del Ministro delle Comunicazioni “Codice di autoregolamentazione in materia di attuazione del principio del pluralismo”

- disposizioni di attuazione adottate dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) con riferimento alle emittenti radiotelevisive private ed alla stampa quotidiana e periodica, specificamente per ciascuna consultazione,

- disposizioni di attuazione adottate dalla Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi con riferimento alla concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo RAI,  specificamente per ciascuna consultazione.

Nel rinviare in ogni caso ai testi integrali delle suddette disposizioni, si ricorda, in particolare, che:

• dalla data di convocazione dei comizi elettorali e fino alla chiusura delle operazioni di voto è fatto divieto a tutte le amministrazioni pubbliche di svolgere attività di comunicazione ad eccezione di quelle effettuate in forma impersonale ed indispensabili per l'efficace assolvimento delle proprie funzioni (art. 9, comma 1, della citata legge 28 del 2000);

• le emittenti radiofoniche e televisive locali devono garantire il pluralismo, attraverso la parità di trattamento, l'obiettività, l'imparzialità e l'equità nella trasmissione sia di programmi di informazione, nel rispetto della libertà di informazione, sia di programmi di comunicazione politica (articolo 11-quater comma 1, legge 28 del 2000);

• si intende per «programma di informazione», il telegiornale, il giornale radio e comunque il notiziario o altro programma di contenuto informativo, a rilevante presentazione giornalistica, caratterizzato dalla correlazione ai temi dell’attualità e della cronaca (articolo 11-ter, comma 1, lettera b, legge 28 del 2000);

• si intende per «programma di comunicazione politica», ogni programma in cui assuma carattere rilevante l’esposizione di opinioni e valutazioni politiche manifestate attraverso tipologie di programmazione che comunque consentano un confronto dialettico tra più opinioni, anche se conseguito nel corso di più trasmissioni (articolo 11-ter, comma 1, lettera c, legge 28 del 2000);

• le emittenti radiofoniche e televisive possono trasmettere messaggi radiotelevisivi autogestiti (gratuiti o a pagamento) per la presentazione non in contradditorio di liste e programmi (artt. 3, 4 e 11-quater, legge 28 del 2000);

• dalla data di convocazione dei comizi elettorali e fino a tutto il penultimo giorno prima della data delle elezioni, gli editori di quotidiani e periodici, qualora intendano diffondere a qualsiasi titolo messaggi politici elettorali, devono darne tempestiva comunicazione sulle testate edite, per consentire ai candidati e alle forze politiche l'accesso ai relativi spazi in condizioni di parità fra loro. Sono ammesse soltanto le seguenti forme di messaggio politico elettorale (art. 7, legge 28 del 2000):

 - annunci di dibattiti, tavole rotonde, conferenze, discorsi

- pubblicazioni destinate alla presentazione dei programmi delle liste, dei gruppi di candidati e dei candidati

- pubblicazioni di confronto tra più candidati 

• nei quindici giorni precedenti la data delle votazioni è vietato rendere pubblici o, comunque, diffondere i risultati di sondaggi demoscopici sull’esito delle elezioni e sugli orientamenti politici e di voto degli elettori, anche se tali sondaggi sono stati effettuati in un periodo precedente a quello del divieto (articolo 8, comma 1, legge 28 del 2000).
 

ruesp83(Fabio Russo)