IN VIGORE LA PAR CONDICIO

Con riferimento alla campagna del referendum sul progetto di legge relativo alla suddivisione del Comune di Venezia nei due Comuni autonomi di Venezia e Mestre,  originariamente convocato per la data del 30 settembre 2018, il Corecom Veneto aveva avviato il procedimento per gli adempimenti dettati dall'art. 2 della delibera AGCOM n. 89/14/CONS in materia di comunicazione politica  e di parità di accesso ai mezzi di informazione.

A seguito della sentenza n. 864 del 18 luglio 2018, pronunciata dal T.A.R. per il Veneto, tale procedimento era stato sospeso in attesa della definizione del procedimento giurisdizionale.

In ottemperanza alla intervenuta sentenza n. 6236 del 4 aprile 2019 pronunciata dal Consiglio di Stato e della successiva pubblicazione  nel B.U.R. del 27 settembre 2019 della Deliberazione di Giunta regionale n. 1379 del 23 settembre 2019 recante la nuova convocazione dei comizi referendari per la data del 1° dicembre 2019, il procedimento viene pertanto ripreso.

L’attività di comunicazione politica e istituzionale durante la campagna referendaria è soggetta alle seguenti disposizioni

legge 22 febbraio 2000, n. 28 “Disposizioni per la parità di accesso ai mezzi di informazione durante le campagne elettorali e referendarie e per la comunicazione politica”,

Codice di autoregolamentazione in materia di attuazione del principio del pluralismo, emanato dal Ministero delle Comunicazioni con proprio decreto in data 8 aprile 2004,

delibera n. 89/14/CONS del 24 febbraio 2014, contenente disposizioni regolamentari e attuative emanate dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) e applicabili con riferimento alle campagne per i referendum consultivi, propositivi e abrogativi indetti in ambito locale su materia di esclusiva pertinenza locale.

La citata delibera n. 89/14/CONS del 24 febbraio 2014 si applica pertanto al referendum consultivo sul progetto di legge n. 8 di iniziativa popolare relativo a "Suddivisione del Comune di Venezia nei due Comuni autonomi di Venezia e Mestre", indetto per il giorno 1° dicembre 2019. Le disposizioni ivi contenute sono efficaci sino alla conclusione della campagna referendaria.

Nel rinviare in ogni caso ai testi integrali delle suddette disposizioni, si ricorda, in particolare, che:

• dalla data di convocazione dei comizi e fino alla chiusura delle operazioni di voto è fatto divieto a tutte le amministrazioni pubbliche di svolgere attività di comunicazione ad eccezione di quelle effettuate in forma impersonale ed indispensabili per l'efficace assolvimento delle proprie funzioni (art. 9, comma 1, della legge n. 28/2000);

[In proposito si precisa che nelle propria pubblicazione “La cd. Par condicio. Le competenze dell’Autorità e le modalità operative. Aggiornamento”, datata 20 aprile 2015, a pagina 25 l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM)  afferma che «sebbene la formulazione dell’art. 9 non consenta di individuare l’ambito di applicazione del divieto con riferimento ad una singola tipologia di competizione elettorale – in quanto non si rinviene nella norma alcuna distinzione, sotto il profilo dell’estensione del divieto, a seconda che la pubblica amministrazione sia interessata o meno dalla competizione elettorale in corso di svolgimento - l’Autorità, nel caso di consultazioni elettorali di carattere locale ha ritenuto che "il divieto di comunicazione istituzionale di cui all’art. 9 trovi utile applicazione esclusivamente con riferimento alle amministrazioni pubbliche negli ambiti territoriali interessati dalle consultazioni amministrative"». (Nota dell’Ufficio comunicazione politica e conflitti di interesse del 20 marzo 2012, prot. n. 13136  in riscontro alla richiesta del Dipartimento per l’informazione e l’editoria presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri)

L’Autorità, con riferimento agli enti locali territorialmente limitrofi a quelli nei quali si svolgono le consultazioni elettorali, ha ravvisato l’esigenza di assicurare l’imparzialità nella promozione di iniziative di comunicazione al fine di evitare il determinarsi di situazioni di valenza indirettamente propagandistica. (Vedi delibera AGCOM n. 108/12/CSP del 27 aprile 2012)]

• nei quindici giorni precedenti la data delle votazioni è vietato rendere pubblici o, comunque, diffondere i risultati di sondaggi demoscopici sull’esito delle elezioni e sugli orientamenti politici e di voto degli elettori, anche se tali sondaggi sono stati effettuati in un periodo precedente a quello del divieto (articolo 8, comma 1, della legge n. 28/2000);

• le emittenti radiofoniche e televisive locali devono garantire il pluralismo, attraverso la parità di trattamento, l'obiettività, l'imparzialità e l'equità nella trasmissione sia di programmi di informazione, nel rispetto della libertà di informazione, sia di programmi di comunicazione politica (articolo 11-quater comma 1, della legge n. 28/2000);

• si intende per «programma di informazione»: il telegiornale, il giornale radio e comunque il notiziario o altro programma di contenuto informativo, a rilevante presentazione giornalistica, caratterizzato dalla correlazione ai temi dell’attualità e della cronaca (articolo 11-ter, comma 1, lettera b, della legge n. 28/2000);

• si intende per «programma di comunicazione politica»: ogni programma in cui assuma carattere rilevante l’esposizione di opinioni e valutazioni politiche manifestate attraverso tipologie di programmazione che comunque consentano un confronto dialettico tra più opinioni, anche se conseguito nel corso di più trasmissioni (articolo 11-ter, comma 1, lettera c, della legge n. 28/2000);

• le emittenti radiofoniche e televisive possono trasmettere «messaggi radiotelevisivi autogestiti» per la presentazione non in contradditorio delle posizioni relative al quesito referendario, a titolo gratuito (c.d. MAG) (secondo i criteri di cui agli articoli 3, 4 e 11-quater, comma 3, della legge n. 28/2000) o a pagamento (secondo i criteri di cui all’art. 11-quater, comma 3, della legge n. 28/2000 e dell’art. 6 del Codice di autoregolamentazione).

 Ulteriori indicazioni riferite ai programmi di informazione e di comunicazione politica, così come alla messa in onda dei messaggi politici autogestiti a titolo gratuito (c.d. MAG), vengono fornite con separato avviso.
 

ruesp83(Fabio Russo)