ELEZIONI POLITICHE 4 MARZO 2018

Nella Gazzetta Ufficiale n. 302 del 29 dicembre 2017 è stato pubblicato il Decreto del Presidente della Repubblica n. 209 del 28 dicembre 2017, recante la convocazione dei comizi elettorali per l'elezione della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica.

L’attività di comunicazione politica e istituzionale durante la presente campagna elettorale è soggetta alle disposizioni della legge 22 febbraio 2000, n. 28 “Disposizioni per la parità di accesso ai mezzi di informazione durante le campagne elettorali e referendarie e per la comunicazione politica”, alle disposizioni del Codice di autoregolamentazione in materia di attuazione del principio del pluralismo, emanato dal Ministero delle Comunicazioni con proprio decreto in data 8 aprile 2004.

Per quanto di competenza del Corecom, inoltre, l'attività delle emittenti radiotelevisive locali è disciplinata dalle disposizioni regolamentari e attuative emanate dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) con delibera n. 1/18/CONS del 9 gennaio 2018, mentre le trasmissioni a carattere regionale della RAI sono disciplinate dal Provvedimento in data 9 gennaio 2018 della Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi.

Le disposizioni ivi contenute sono efficaci sino alla conclusione della campagna elettorale.

Nel rinviare in ogni caso ai testi integrali delle suddette disposizioni, si ricorda, in particolare, che:

• dalla data di convocazione dei comizi e fino alla chiusura delle operazioni di voto è fatto divieto a tutte le amministrazioni pubbliche di svolgere attività di comunicazione ad eccezione di quelle effettuate in forma impersonale ed indispensabili per l'efficace assolvimento delle proprie funzioni (art. 9, comma 1, della legge n. 28/2000);

• nei quindici giorni precedenti la data delle votazioni è vietato rendere pubblici o, comunque, diffondere i risultati di sondaggi demoscopici sull’esito delle elezioni e sugli orientamenti politici e di voto degli elettori, anche se tali sondaggi sono stati effettuati in un periodo precedente a quello del divieto (articolo 8, comma 1, della legge n. 28/2000);

• le emittenti radiofoniche e televisive locali devono garantire il pluralismo, attraverso la parità di trattamento, l'obiettività, l'imparzialità e l'equità nella trasmissione sia di programmi di informazione, nel rispetto della libertà di informazione, sia di programmi di comunicazione politica (articolo 11-quater comma 1, della legge n. 28/2000);

• si intende per «programma di informazione»: il telegiornale, il giornale radio e comunque il notiziario o altro programma di contenuto informativo, a rilevante presentazione giornalistica, caratterizzato dalla correlazione ai temi dell’attualità e della cronaca (articolo 11-ter, comma 1, lettera b, della legge n. 28/2000);

• si intende per «programma di comunicazione politica»: ogni programma in cui assuma carattere rilevante l’esposizione di opinioni e valutazioni politiche manifestate attraverso tipologie di programmazione che comunque consentano un confronto dialettico tra più opinioni, anche se conseguito nel corso di più trasmissioni (articolo 11-ter, comma 1, lettera c, della legge n. 28/2000);

• le emittenti radiofoniche e televisive possono trasmettere messaggi radiotelevisivi autogestiti per la presentazione non in contradditorio delle posizioni relative al quesito referendario, a titolo gratuito (secondo i criteri di cui agli articoli 3, 4 e 11-quater, comma 3, della legge n. 28/2000) o a pagamento (secondo i criteri di cui all’art. 11-quater, comma 3, della legge n. 28/2000 e dell’art. 6 del Codice di autoregolamentazione).


 

ruesp83(Fabio Russo)